Ha lasciato cadere l’attizzatoio ed è schizzata dentro con grida da pipistrello. Non era la prima volta che vedeva una macchina fotografica, era però la prima volta che una macchina tentasse di fotografarla. Del resto, Franco, figlio maggiore di Don Ciccio, era la prima volta anche per lui. Con l’obiettivo l’ha inseguita per un po’ – dal forno dove Vincenza stava ravvivando la brace alla spianata davanti casa sua -, poi ha scattato, ma senza modificare il tempo.
I piedi di Vincenza sembrano una ruota che non tocca terra, eppure si colgono le scarpe a punta nere, s’indovinano screpolature sulle cipolle. I calzini arrotolati sotto robustissimi polpacci. La figura è sfumatura. Sulla sfondo, nitidissimo, c’è Geraci.