Palazzo di Cenere (cit. 2)

Sulla città schematica spuntava una chiesa e a fianco del campanile, nel budello agostiniano, si provvedeva alle trasmutazioni della persona in carne marcia. Lì, infastidito sotterraneamente dalla calcarenite bianca l‘agostiniano di Gifaluda, assordato dalle stridule rivendicazioni dei borghigiani disossati. Innalzato dal filius parenti su pagine solari ogni ripetizione del nome amplificava ogni ripetizione della cosa, il puntiforme decretava un valore: che gli agostiniani, con guizzi retorici, propagavano dal campanile.

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