IL TRENO MI HA SENTITO ARRIVARE

il treno mi ha sentito arrivare ed è venuto verso di me. mi aveva detto che sapeva una strada per portarmi da lei ed io mi sono fidato come nelle fiabe. dentro c’era il silenzio come al primo banco, e io mi sono chiesto se da grande sarò amato come …

IL CANCELLO MI AVEVA MORSO

il cancello mi aveva morso e la testa si era bucata, ed io pensavo che lentamente mi sgonfiavo mentre mia madre, che era ancora mamma, me la teneva sotto il rubinetto per riempirla di acqua al posto del sangue che usciva. all’ospedale forse c’era un concorso a premi perché il …

L’ANNO CHE IO ERO NATO

l’anno che io ero nato c’era un altro papa, noi invece non c’eravamo tutti perché le mie sorelle dovevano ancora arrivare. dopo ho saputo che quello stesso anno in un altro paese era caduto un muro famoso come un monumento, che aveva anche il nome e il cognome. io pensavo …

LA TABELLINA DEL SETTE

era un novembre pomeriggio che in campagna imparai la tabellina del sette, un anno che dai morti ancora non ci andavamo. mio nonno sapeva fare l’uva col torchio, ad occhi chiusi sembrava il fabbro del film quando aggiusta lo zoccolo al cavallo, come un calzascarpe di lavoro. l’uva comunque ce …

MIA MADRE PORTAVA GLI ANIMALI A CASA

mia madre portava gli animali a casa per natura come la cicogna, che va a sfoltire le cucciolate e mette i bambini nelle famiglie libere. mia madre un giorno fece entrare un gatto dal volto umano che aveva scambiato per me perché non sapeva aprire le porte, non parlava e …

MIO PADRE MI RACCONTAVA LE FAVOLE E CI CREDEVAMO INSIEME

mio padre mi raccontava le favole e ci credevamo insieme. da piccolo notai che aveva la stessa calligrafia di babbo natale, e cioè tratti fatti a penna su cui si distinguevano alcune lettere come le varie montagne sul rigo dell’orizzonte. un dicembre che ero triste di rabbia gettai nel camino …

LA RAGAZZA MORTA

lei aveva i capelli del colore del natale e del pericolo, e io glieli pettinavo col filo interdentale per profumarli anche. quando se ne andò i suoi capelli erano in ogni stanza come le prese della corrente, finché un giorno che la vasca in bagno era un po’ congestionata scoprii …

SUL DIVANO C’ERA UN CAGNOLINO E MI GUARDAVA

sul divano c’era un cagnolino e mi guardava. era nero nero come gli angoli dietro ai mobili ed odorava ancora d’uovo. era molto silenzioso e perciò capii che, in realtà, era sul nostro divano da sempre ed io me n’ero accorto solo in quel momento. trovai strano che stesse sempre …

IL TERMOMETRO E’ UNA COSA PER GRANDI

da piccolo ho avuto una febbre quando si aprirono alcuni dei rifiuti tossici che mi ero sotterrato dentro. nessuno mi poteva toccare perché ero caldo e radioattivo come un’insolazione, perciò mi coprirono con delle coperte che stavano sul letto come chiazze di petrolio nell’acqua di mare, ed io così sembravo …

STANOTTE HO DIMENTICATO I CANI ACCESI

stanotte ho dimenticato i cani accesi e loro ne hanno approfittato: hanno fatto le feste ai fiori, strombazzando come automobili in corteo. già da un po’ le corolle battevano come pulsar che si dilatano come cuoricini, e ora evidentemente scoprivano gli ombelichi aperti come pugni di neonati. lei ovviamente non …