IL BAMBINO FAVOLOSO

Mi piace il rosa. Mi è sempre piaciuto. Da piccolo il rosa preoccupava mia madre anche se non lo dava a vedere; mio padre semplicemente diceva, non va bene per te, il rosa è per femmine. Lo ripetevo tutte le volte, è per femmine, quando dopo aver scelto istintivamente il rosa come colore di un gioco, di una maglietta, di un paio di scarpe, incontravo lo sguardo contrariato di chi era con me; rettificavo a malincuore la mia scelta così come mi aveva insegnato mio padre. Rinunciavo al rosa per non dar loro un dispiacere anche se non capivo e non ne capisco il senso ancora ora. I colori sono tutti belli, il rosa un po’ di più. Mi fa pensare alla pelle attorno ai capezzoli delle donne che ho amato, allo smalto sulle unghie di mia madre, a certe sfumature del cielo all’alba, ai fiori che crescono spontanei attorno alla tomba di mio nonno. Da piccolo gli chiedevo se fosse contrariato dal rosa di quei fiori. Tutte le volte sorridendo mi rispondeva di no.

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