A.K. ROSSO

il prolasso della terra, la carne ferita che pulsa
ancora.
*
la stanza di polvere rossa, una spalatrice rimuove
la storia.
*
il pallore degli archi intorno alla vasca colma
di rosso. vortica insieme al riflesso del volto.
un canto sordo dall’abisso color plasma e oblio,
chiama. mi attrae il punto centrale del vortice,
la perdita dell’io.
*
per le scale le pareti scrostate. un sole appare
dalla terra alsoffitto. dopo la furia del metallo, la
quiete. nel silenzio domina la fine.
*
stanza dopo stanza, testimonianza. il pensiero che
Questo è ciò che siamo, riemerge da antiche
pareti imbiancate.
*
invano cercarsi nel cerchio dello specchio; reale
deformazione immaginario. nessun limite, essere
in ogni verso qualcuno che non conosci.
*
fino al vetro nero senza fondo, fagocita, assorbe;
cosmo indecifrabile. le coordinate non sono
sufficienti. nella perfezione del cerchio, dove
finisci in ciò che vedi.

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