DIDASCALIE 6

1. Dove finisco io

E dove cominci tu

Che sei sempre io

E pure non lo sei più

2. Una notte di quelle che diventavamo spettrali.

5. Chiedevo dove sono, non sapevo più dove fossi, proprio prima di venire.

6. L’angoscia di non capire, di non essere del tutto immerso nella violenza dell’istinto ma di essere un passo ancora al di qua, nel soggetto, e provare l’angoscia di sentirsi/vedersi come quella macchina/corpo nel pieno del suo meccanismo (culmine), e l’altro corpo identico che riceve, ugualmente disperso, entrambi irrimediabilmente agiti da qualcosa d’altro, sentirsi come sospesi nel vuoto e aggrappati al di qua con un’unghia.

9. Esistono poche, spettrali immagini di quell’evento.

10. Prima di venire – e non andare, solo arrivare e restare – chiesi quasi disperatamente dove sono.

12. Dove sono?

figure dalla pelle di spettro

dietro i vetri umidi, corpi

a pieno regime di una meccanica

incosciente

14. Nel ricordo

esistono poche spettrali immagini

dell’evento, tanto eravamo presi

dalle rispettive bestie, nel pieno

regime di una meccanica

incosciente

15. Potessimo vederci, sarebbe l’angoscia di capirci agiti senza rimedio, o l’imbarazzo del corpo fatto a pezzi dalla luce?

 

22. Vieni, vieni dentro, non c’è

pericolo

 

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