IL CANI (da INSETTI 2002)
1984 1 il cane vedendomi arrivare s’è alzato vedendomi allontanare si è riaccucciato nessuno mi chiede “che fai?” non so cos’è tuttociò troppo familiare e raro pensare un sorriso
1984 1 il cane vedendomi arrivare s’è alzato vedendomi allontanare si è riaccucciato nessuno mi chiede “che fai?” non so cos’è tuttociò troppo familiare e raro pensare un sorriso
98 in piena notte a metà della notte nell’ora che divide le migliori sostanze avendo sete e sufficiente energia chi potrà giunto sulle rive di questo mare impazzito impedirmi d’entrare in esso e procedendo di buon passo giungere sul fondo bere alla fontana di bronzo e ghisa anneriti i …
27marzo2002 il mio sguardo accanito perde pezzi e parti in questa storia che organizza i giochi con pezzi che coprono le parti del gioco dietro il mio sguardo da tutte le parti in una sola pietra si organizza il gioco nell’esperimento della stessa storia dove lo sguardo …
2000 non impune illa rogata venit properzio 1 sento freddo rientro ho sonno sul samovar l’aquila nera 2 mi dica tutto con calma acqua pane e un goccio d’olio bene gli amici anche se vecchi e di vecchia data sono giovani comunque beh si ma il …
30.10 la vista ti va lasciando coltivi zampe diventi un’unghia nel brodo compiaciuto anemone di mare
28.10.91 1 un uncino tenore che stride in lotta con la polvere chiedo dove mi hai fatto tremare la tua risposta stride sulla tappezzeria stare così è per i topi un vanto 2 come va mi fai varcando l’ombra che divide il …
l’epidermide colorata dall’alto sopra la cosa che si fa nel ritiro come suo marito mi rivoltò l’ano e le ciglia tremolanti dei batteri nel portamento della perfezione prima di cominciare col nonno due dei nostri contribuiscono al culto del padrone di casa
01.12.00 chi può dire se siamo venuti per trastullarci coi controlli dell’abitudine se neppure l’estate sa fare le sue cose meglio colorate ti arrabbi ma non c’è più chi ci guarda il museo delle piante grasse in parte mineralizzate in parte ancora vivo il museo dei trattini a …
verificata la piccola estremità del grande corpo sto sottoponendo al dilemma la scelta abbozzandomi un pensiero incapace di richiamare alla vita comune l’orizzonte dell’estraneità in cui l’erba appena brucata si ripresenta a dire quanto dentro di me ho tolto all’oggi tu da molto non sollecitata da sola mi …
rigirata calma epidemia delle parti spiate che si stavano truccando