da MITOLOGIA DEL CENCIO – n.54

Il poco che avanza Ti trattiene in ciondolo Sempre per il dolo Di rattoppar la logica Bigotta inesistente. Strette le mani in gioco Con il castello rotto La favola nulla Del pessimo girotondo. Ammisi: sì ero corrotta Dalle bestemmie del dì.

da MITOLOGIA DEL CENCIO – n.53

Le tombe a forma di lettino Sembrano sussurrare di alzarsi. Vai con la sediolina di legno Ad aspettare che la coltre di terra Si alzi per farne uscire il/la giacente. È solo mal affanno crederci Dalla tromba delle scale Al silenzio poetico.

da MITOLOGIA DEL CENCIO – n.52

Vuoto sconfissi l’alveare, La nuvola un pugno vóto Letale. Ninna nanna la legge del Più forte dove s’anima il Confronto con l’oceano e Il rivolo. Velleità carnivore Ormai l’osso concavo Votato ad angelo garitta. Macilento soldato disertore È scappato stellato dalla Madonna.

da MITOLOGIA DEL CENCIO – n.50

Giorni tardivi fracassano gli anni. Ho pianto il sacrilegio di perderti Aureola quando l’abbraccio Universali rendeva gli scalini. L’orologio batteva le cinque E tu morivi d’urlo Le pantofole crepate sotto il letto. Ultimo petalo di sposo cadesti Destino errabondo finalmente Non esserti.

88 (da Ospizio d’addio, 2019)

Ho la trappola nera del sudario L’immenso bossolo di spararmi in bocca, Tu che ridi del sillabario mio E nel canestro poni castagne marce. C’è di qua il medico mortale L’astrale spazio di morire lacero Cielo del nudo cortile, nemico. Trillo di vipera resistenza La stanza storpia con le candele …

87 (da Ospizio d’addio, 2019)

Senza più giocare le forze della luna Monca restò la cicala bella Quella la donna ammirata e sola Batuffolo d’eremita, Miranda Tuffatrice mirabile

86 (da Ospizio d’addio, 2019)

Oscilla lo scibile in bile: in piedi moribonda da anni scivolo le scale appena lavate con le brutalità di stare in corsa all’alambicco velenoso.

COMPARSA DI CINEMA

Apostoli di sassi I capelli bianchi Tanto tingerli è volgare Quanto un fiore finto. Guardone del tempo che resta, Stazione nebbiosa senza treni La panchina di stasi Infestata da insetti velenosi. Ammazzo il sudario che stagna Sotto il ponte dell’ultima fermata Quando brucia il sangue In attesa di uno sparo …

L’ULTIMA MODA

Ho perso la poesia in un singulto di fato In un’imboscata di tempo In una cascata di parole straniere. Ora che il tempo diventa breve Svendo le stelle in coriandoli cattivi Trito la svendita del mio petto solo. Quaggiù rammento chi non sono, veglio la salma che mi attende secondo …