16062024
Bloom’s day. Significati di “bloom”: fiore, peluria di frutta, alga, patina bianca, colorito roseo e poi, fiorire, sbocciare, essere in forma smagliante. Certo James Joyce doveva essere un ottimista incallito se scelse questo cognome per il suo Ulisse. Forse non era esattamente ottimismo ma amore per quello che nasce di continuo, per ogni secondo, per ogni respiro, per ogni passo, per ogni pensiero, per ogni boccone, per ogni sorso, per ogni brivido, per ogni battito di cuore e di ali, per ogni ricordo, per ogni errore, per ogni goccia, per ogni sguardo, per ogni briciola, per ogni carezza, per ogni orgasmo, per ogni filo d’erba, per ogni lettera di tutti gli alfabeti del mondo, per ogni cosa che ci si para davanti. In fondo è di questa materia che si nutre l’immaginario ed è di questo che ci racconta Leopold. E sua moglie, che parla direttamente ai sensi senza passare per la sintassi del pensiero razionale, riempie la scena con il suo corpo che è un corpo mentale e sensuale, un monumento di carne e un palcoscenico di sentimenti incarnati.
Il 16 di giugno per me è un giorno speciale grazie a Molly, grazie a Leopold, grazie a te, James Joyce che hai cambiato il mio modo di stare al mondo quando a vent’anni ho preso coraggio e ho iniziato a leggere.
Molti amici sono nati in questo giorno ma non mi ricordo mai di loro perché ogni 16 di giugno io cerco solo Ulisse.