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mi sarebbe piaciuto informarla tempe –
stivamente del mio progressivo malessere
ma alla fine è meglio che non l’abbia fatto e
le dico perché
non si trattava di malessere ma di fatica
connessa al distacco di un paio di abitudini
che qui non vogliono essere esposte
a partire da un tale caso ho trovato via via
anche il perchè di tantissime altre
comunicazioni di volta in volta inevase dove
quasi sempre la decisione s’è insediata in
luoghi del mio esserci che non trovo come e
perchè attribuire all’immediata fisiologia
– semprechè ‘remoto’; e ‘mnemonico’ non
facciano parte di essa
perchè queste sono le caratteristiche
dominanti di quei luoghi
in effetti quanto faccio o evito di fare faccio
si che si trovi a relativa distanza dalla
meccanica del contin-gente
il più delle volte sta li – nel remoto e nel
mnemonico
concluderei provvisoriamente confes-
sandole che sospetto che la qualità
immediatamente fisica dello spazio è nel suo
apparire e sostanzialmente essere ‘remoto’
e la qualità immediatamente numera-bile del
tempo è nel suo apparire e sostanzialmente
essere ‘mnemonico’
sicchè l’attività dello scrivere-per non è
pensabile senza controllabilità costante sia
nel micro che nel macro del tasso di
distanziazione specifica e del suo variare tra
scrittura e sua ‘cosa’
cercherò di raccontarle che cosa chiamo
‘tasso di distanziazione specifica e del suo
variare tra…’