di fronte c’è un parrucchiere cinese che (solo due ragazzi e una ragazza e parlano tra loro mentre vorticano il phon tra i cuoi capelluti dei clienti, l’aria calda, è lunedì, le monete schioccano dalle slot machine, la scarpa sul piede della gamba accavallata al ginocchio sinistro ha qualche hot di provocante, il feticismo, la sensazione di estraneità ad ascoltare suoni di lingue inconsciamente vicine e culturalmente lontane, e pakistano, anche lui parrucchiere ma per soli uomini e ragazzi e bambini, passa e va via, scrutando il cellulare, alzando controvoglia l’attenzione dallo schermo per rispondere a sua moglie e a ripristinare l’ordine tra i figli, in bici, in braccio, nel passeggino, spinto da un’altra donna, anche qui: un ragazzo e due donne, no, qui il rapporto è invertito rispetto alla coppia uno precedente, che intanto continuano a usare il phon, è lungo il tempo di asciugatura, o forse il calore serve a costruire forme capillari di convivenza,
Nel monitor passa una donna uno zaino una valigia, il bagno è pulito, il rumore, lo scintillare delle monete nel piatto della slot machine è chiaro e distinto).
(Inedito da “la natura provvisoria della verità”)