A Palermo (a sera) dopo la conta dei libri venduti veniva l’ora di sbrigare la corrispondenza. Erano quei contatti, erano quegli autori e pittori il vero patrimonio – le entrate bastavano per continuare il lavoro – il lavoro era passione.
Come talvolta accade aveva cominciato con una piccola libreria, poi era venuta la casa editrice, quella rete di relazioni che conducono a progetti che si chiamano fare libri.
La sera, cessati gli andirivieni dellla giornata, dagli angoli in ombra si materializzavano i sogni a occhi aperti – – – poi era una telefonata, era una lettera: «Ciao, sono io… senti, ho un’idea…»
