Schiller amava il vino del Reno e quel rosso rubino nel cristallo del bicchiere si riverberava sulle bozze pronte per la stampa; Cotta glielo offriva sempre quando Schiller lo visitava per sedute che duravano ore, verificando ogni segno di punteggiatura, ogni margine della pagina.
Il libro, aperto per la lettura, è un paesaggio di spazi bianchi e di segni neri, l’occhio apprezza ogni variazione (purché elegante) del medesimo segno.
Schiller apprezzava quella fedeltà ai libri, quella cura senza risparmio.