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bangladesh
fuoriuscire di cuore
fuori serie
un’ombra ben presto
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un pulviscolo di minuscoli errori-orrori
seminati su alcuni gruppi di fogli contigui
tante altre pagine brillano di corretta
chiarezza
continuo a sfogliare
ma poi a un tratto non so perchè mi fermo e
mi sospendo tutto
passano 5 secondi di esplorazione tesa
trovo un silenzio che mi sventola dentro il
cervello e che mi procura immediatamente
vertigini
un silenzio sbatacchiante improprio
mi alzo lascio i fogli sul tavolo
un’occhiata circolare e mi muovo verso la
porta
poggio i mocassini sul pavimento con
circospezione peloritana
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il pericolo del non-deserto si va allontanando
dai piedi calzati dell’ariano che torna alla
pensione trestelle
un levantino qualsiasi commenta con aria
spregiativa l’adolfo meglio non assaggiarlo
struggente marcetta moldava
ricomincia a piovere sui terrazzini della
fieravecchia
il werner hekl di kôln alla finestra con
sguardo perso
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appena alzata la ragazza corre in bagno e ci
resta mezzorabuona
nell’appartamento attiguo il fischio della
caffettiera
dallo spiraglio della finestra il fresco-trip
delle dune di sabbia che riprendono a
scivolare verso sud
la ragazza con gli occhi chiusi perde altro
tempo sul vaso
ha in mente l’azzurro-alto ragionato ritagliato
e ridotto a un merletto ronzante
sull’altro versante antimeridiano
dell’abitazione labirintica tra i muri più umidi
scoppi algerini schizzi di sangue e in mezzo
cocci di gridi di dolore
con la mano sinistra in cima al braccio teso
orizzontalmente adolfo accompagna il ritmo
con cui le immagini scorrono prima di
precipitare e perdersi dentro il deserto
sassoso
ora la ragazza siede eretta
si esercita col flauto traverso
