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anche le (mie) parole riposano
in qualche modo m’impongono il loro riposo
non si tratta di pausa tra due ‘trasporti’
successivi di parole
si tratta di qualche mutamento iniettato nel
complessivo funzionamento del cervello
un mutamento nella distrazione nella libera
circolazione ‘concessa’ dal mio cervello al
vuoto
io però non sono educato al riposo delle mie
stesse parole
e questa faccenda potrebbe ora sfociare
verso ambiti per i quali non ho alcuna
competenza
111
chio mi ha portato un caffé schifoso
l’umore Ë risorto
119
la pazzia un sogno ben rifinito
più in la una veglia senza scopo
le due quarantenni belle duttili
indosso dieci o tredici collanine a cui stanno
appesi quasi tutti i ciondoli che mi conosci,
clavicole, croci greche, denti di squalo,
scimmiette che si masturbano, conchigliette
oceaniche, un cuore d’oro che si apre con
dentro un truciolo di muffa verde, una
ballerinetta dell’olympia ricavata da un
papavero, un borsello tirolese di nappa, un
pentacluccio di bronzo, un catechismo d’oro,
un’astronave di heinlein, vari cazzi, un toro
nero, amen
troppo duttili
di piombo