Gli feci visita a casa sua a Tubinga per proporgli il manoscritto sulle navi e sui treni – Cotta non si meravigliava di leggere manoscritti strampalati come il mio che raccontava di macchine che a quel tempo ancora non esistevano, ma come ogni scrittore ogni vero editore è anche un viaggiatore del tempo, un illuso che scrive (o pubblica) per puro piacere.
I soldi, direte, i conti di un editore devono tornare, sennò si chiude, obietterete, inutile fare gli idealisti votati al suicidio finanziario.
Infatti Cotta non pubblicò il mio manoscritto – è Altopiano che si ostina a pubblicare le mie cose, ma se non è in perdita finanziaria spero non lo sia neanche in perdita di credibilità, visto che, generoso, mi pubblica.