CANONE DELLA PASSEGGIATA E DELL’ERRORE

e allora chelene il pensi c’è mocativalta ero è rote difflaerepasse ante nel la nza trggiataa cit tà perché il cen l’occh dellio tro sto rico non può che ve o sguade conte e lo nere pensi sguardordo che eri nuo vi e però in quinseesto cammi gue tra gianqu nando si fan aluca che scrindonove la penna di acca dere le cose decarlta del futu e rigianderlu ro e i proge che ca che tti come l’idea digritoitarna i pidi un nuexel a schstorermo e poi in unnaca lo scrivso ovo lavoro dopo e nell’altentero aver per so è sempalre sembsurarsi un rifi nel mez o  computo zo del cambia un ritorleanno nello che non si dica mento epo riprta ete percal ca la già poca festevog ognggio lia di viv i voldi ricta c’è diffeogere in un panizrenza si differione enzia e allora ese non monon ritcarornalto merito il tacritornelloea cratico e poi: e noperper cochén la consaèsa si perde questo in terropevolezzatto il la voro? intedelrrogativo Per un err un distrarre la senrifisazione dal moutondo ma un attrore non creaarrca e il pensiembia.ro al motivo dindo in questo un incom quando che im poverisce la dina petente. mica del fluido?

Voci

e allora elencativa la passeggiata dello sguardo in questo quando del rider che ritorna e storna lo scrivente al suo compleanno di carta al festeggio di ricognizione cartacea: e non è questo interrotto interrogativo un distrarre la sensazione dal mondo ma un attrarre il pensiero al mondo in questo quando che impoverisce la dinamica del fluido?

che c’è molta differenza tra l’occhio che vede e lo sguardo che insegue tra gianluca che scrive la penna di carta e gianluca che digita i pixel a schermo e poi in un caso e nell’altro è sempre sembrarsi un rifiuto un ritornello che non si ripete perché ogni volta c’è differenza si differenzia e allora non ritorna il ritornello perché la consapevolezza del rifiuto cambia.

il pensiero è roteante nella città perché il centro storico non può contenere pensieri nuovi e però camminando si fanno accadere le cose del futuro e i progetti come l’idea di un nuovo lavoro dopo aver perso nel mezzo del cambiamento epoca la già poca voglia di vivere in un paese non molto meritocratico e poi per cosa si perde il lavoro? Per un errore non creativo di un incompetente.

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