sì anche per lì comunque si passa, non pensare, che poi qualche parte del tutto senti soffice lungo il corridoio cieco dentro al castello. il soffice sulla pelle fra pareti curve notte ininterrotta scheletri festanti colpi, sagome ragnatele saette ghigni, vortici silenzi, suoni sinistri. prova, che, sei in un, luna, park sei. tutti gli oscuramenti, tende, pezze, teli di panno velluto feltro a fettucce, filamenti, vinile nero ben circum-voluti per i vuoti dei tunnel ritorti fra stanze deformanti manichini animatronici, gallerie che la paura che insegui deve sempre accompagnare, al limite. dell’urlo
c’era solo, espirare
e quasi sull’orlo, sfinimento, sul blank orrore
il tocco, osare, c’era. proseguire