Palermo continuando sé stessa prende il nome di Bagheria, Bagheria continuando sé stessa diventa Palermo: ma è ad Aspra che la voce cristallina del dialetto si leva potente e rivoluzionaria.
Chi l’ha sentito scandire i suoi versi a Portella della Ginestra o una sera al Teatro Massimo non lo dimentica, neanche avesse udito Omero all’alba della storia.
Questo era: la sorgiva potenza delle desinenze in -u e dei verbi al passato remoto spazzavano via melensaggini da operetta e piagnistei da figliocci della borghesia.
Questo era: il suo berretto di maglia a figure geometriche lo designava poeta, portava la poesia in piazza, il popolo lo capiva, i mafiosi e i fascisti lo odiavano.