Che cosa credi? i segni coloratissimi su sicofoil, le tende trasparenti, i coni le venivano dalla luce romana, ma anche da quella marina di Trapani dov’era nata.
Chi alimenta ricordi li apre al colore che ardendo rimbalza dentro iridescenze.
Quando tornando a Trapani passava da Palermo guardando la città serale scorrere davanti al finestrino del treno immaginava le tende che Arabi e Normanni rizzavano nel loro nomadismo, le vetrate a piombo degli Svevi e degli Angioini, i glifi e le grottesche dei Borboni.
(Il suo nome è nascosto in un acrostico da qualche parte in questo testo, ma spero non sia necessario cercarlo: luminosa la sua arte).
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