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oltre la disponibilità-tornasole uno degli altri
quattro componenti di verifica della parola è
l’immediato-della-stonatura
quando l’accostamento di due o tre parole
disturba o l’ascolto o la vista o il palato o il
naso allora istantaneo nell’intelletto si
sveglia il timore che si tratti propriamente
dell’aroma della parola
visto per l’appunto che non sempre le parole
hanno un aroma o meglio
vista la difficoltà di giungere nell’immediato
all’aroma delle parole
timore e profumazione s’incrociano poiché
tra l’altro la parola di cui qui sto cercando di
spiare qualche ‘pezzo’ svolge una funzione-
di-rimando che è quella di incrociare spazio e
durata
mi stai chiedendo nuovamente (mentre altre
bombe altre ferite disturbano i canti dei
mercanti) cosa sia la durata
risposta – la durata è ciò che si distilla nello
scrivere-a-vuoto
i quattro sonetti-uovo di foscolo – grossi
cocci delle grazie – il bello di gongora di
marino di saba di teognide di olson –
insomma il bello-della-poesia è l’aria da
respirare che viene associata alle sue parole
al suo parlare
perchè queste parole hanno questa salute?
(anche mentre lo scirocco e il fischio
irremovibile prosciuga gli umori e rovina
ogni incantesimo) e soprattutto che se ne
fanno queste parole della loro inossidabilità?
vedi come puzzano di vecchiezza e quanto
può essere infettante sfiorarle?
per quale motivo sono state conservate con
tanta cura?
non ho dubbi mia lieve interlocutrice nessun
dubbio sulla costante presenza di un virus
nel minuscolo luogo in cui ronza la
necessità-della-specie
la poesia non è scrivere-a-vuoto ma
fuoriesce dal vivere-a-vuoto e in una tale aria
nulla impedisce gl’incroci i miscugli i
guazzabugli le prove contro l’improbabilità le
sfide contro le certezze-costantemente-
accertate
il timore per concludere è necessario alla
salute della parola è il suo diciamo spirito-di-
conservazione
il primo-incontro-valido è sempre un urto
spesso è persino urtante
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