DIARIO DELLA VACANZA (8)

18092022
Che bel cielo! Le strade percorribili non portano in luoghi sicuri e il vento della sera minaccia pioggia
d’aghi. Le pozzanghere d’acqua grigia riflettono torri d’avorio smozzicate e le mille identità in cerca di
agnizione piombano nella botola drammatica del mancato finale. Che bel cielo però! Gli orizzonti del
suolo nutrono radici verticali e la rizosfera conserva l’alibi del ricominciamento. Batteri benefici e
patogeni in sintesi parlano di equilibri necessari, senza consolazione. Ma che bel cielo! Solleviamo gli
occhi in alto, scordiamo la terra e chi ci abita, le sirene e le lezioni microscopiche, la cecità e i raggi ics
per il desiderio (che è una spinta più che un desiderio) di appropriarci di ciò che non abbiamo, di
ingurgitare l’esistenza assieme al vapore saturo di forze stratosferiche. Che bel cielo, diciamo, in
un’estasi peristaltica di mente e corpo che dura due o tre secondi, al massimo.

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