Quel filosofo di Lentini non veniva mai a Palermo, preferiva Catania, città di corrosivi sarcasmi.
Nelle predilezioni c’è sempre un’individuale verità, indimostrabile eppure innegabile.
Forse Palermo l’araba non persuadeva le dure risultanze del ragionare di Anatol, forse la nera pietra lavica che dal Tondo Gioeni tracciando la Via Etnea ricama sé stessa fino agli Archi della Marina dice meglio il solidificarsi del pensiero-magma, l’affiorare della sera dell’Occidente.