DIARIO DELLA VACANZA (1)

25122022
È notte. Sono in piedi al buio. Accanto a me c’è una persona, forse è mia sorella. Siamo in una stanza da letto. Qualcuno dorme disteso supino in un lettino, le coperte ben rimboccate. Io e l’altra persona lo guardiamo con attenzione dormire. Più tardi mi accorgo che lì accanto c’è un altro letto. Nel letto un altro uomo che dorme profondamente. Forse è una donna. Forse è mia figlia. Di sicuro è molto giovane. Li guardiamo entrambi dormire. C’è silenzio assoluto. All’improvviso è ora di andare. Esco per prima. Sulle scale ordino all’altra persona che è con me di andare a svegliare il giovane (o la giovane) prima che qualcuno si accorga della sua presenza. Pare che dormire sia vietato. Potrebbe essere tutto molto pericoloso e io non voglio assumermi nessuna responsabilità. É meglio che vada l’altro. Il dormiente si alza e tutti e tre ci muoviamo in fretta nel buio.

 

Attraversiamo la campagna. Poi, un’altra stanza da letto. Qualcun altro che dorme profondamente. Il giovane (o la giovane) che ci aveva seguiti si stende nel letto accanto e si addormenta. Profondamente. Io e il mio accompagnatore li guardiamo dormire per alcuni minuti, in assoluto silenzio. Restiamo immobili al buio ad osservarli finché non è di nuovo ora di ripartire. Appena fuori, ricordo irritata all’altro di andare a svegliare la terza persona. Forse è concesso dormire ma si deve essere soli. Sono molto spaventata all’idea che qualcuno potrebbe accorgersi di lui (di lei) ma non posso andare io a chiamarlo (a chiamarla). Sarebbe troppo per me.

 

Riprendiamo la marcia in tre, nel buio, attraverso luoghi di montagna. Su un’altura si intravedono le case di un villaggio alpino; più a valle, incastonato tra i crinali scoscesi di due montagne, c’è un piccolo paese con le case di legno scuro, più distante ma molto più attraente. Chiediamo le indicazioni per arrivarci ad una passante. É una mia conoscente e ci sorride in modo affabile. É visibilmente rilassata e contenta. Le chiedo come mai si trovi in quel luogo e mi dice che è lì per una vacanza. Esaltando le bellezze naturali e la giovialità della gente del posto, mi svela la cosa più straordinaria del paesino di montagna: ci sono così tante discese nei dintorni che è impossibile non vincere almeno una corsa in bici. Ci avviamo in quella direzione. È ancora buio.

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