Mi chiamo Kimiyoshi Muta. Piacere. Sono giapponese e vengo della prefettura di Gifu. Amo la cucina italiana e porto, a tua insaputa, il peso della tua esistenza. Vedi la cuffia dei rotatori? Vedi T12 o D1? Sento il tuo corpo irrigidito, le dita dei piedi che si ritorcono sul metatarso, la tua testa reclina sul torace. Ti sarei grato se potessi leggere questo. Giacché ci sono certezze e certezze, teorie confutabili e non confutabili, miele dolce e miele che solo in apparenza sembra essere dolce. Date di nascita e date di morte. Io sono l’antenata di tutte le cellule: sono Martina Passerini, del dipartimento di biologia sintetica, ho 29 anni e vivo alla periferia di Genova. Vedi C7? Vedi L1? Le lunghe vie tra Arles e Beaucaire, dove Pound chiese se ne avevano visti altri dei suoi? Porto a tua insaputa il peso della tua esistenza, come lo porta un orso ammaestrato o una scimmia. Leggera, come l’ombra di un pesce che guizza in uno stagno.
(“ALTOPIANO ALTERATO”, foto di Gaetano Testa)


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