PRIGIONIE

Dalla bretella esterna avevo cercato di sturare il vecchio computer per tutti i nove
giorni del fine settimana.
Conteneva diverse microfinzioni che possono sempre servire per farsi amiche le
guardie.
Il successo, le cadute, i fatti mai accaduti, i tesori nascosti nei salutari periodi brevi, le
malattie dei lunghi inverni caldi e affollati di piante migratrici. Tutto in quello spazio
atmosferico dentro là, nel tessuto dei circuiti non compatibili con la mia nuova pelle.
Le voglie e i vizi erano a casa nella pelle estiva. Fuori dal mio corpo riuscivo a
osservarli solo mentre la tiravo in lungo, allungando l’indice fino a esaurire il
vocabolario cartaceo, evitando accuratamente di strappare gli infiniti paragrafi del
rotolo dedicato ai numeri-vocabolo.
Era molto utile far sì che le guardie grazie alle microfinzioni ci lasciassero liberi, non
ci perseguitassero più leggendoci sottovoce romanzi viola.

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