Una terra straniera senza nome, senza coordinate, dove non sapevo come fossi arrivata. Non c’erano strade. Tutta la superficie era coperta da una sabbia finissima e colorata. Le sfumature formavano dei disegni. Curve morbide, spirali e cerchi concentrici. I piedi non affondavano, il corpo non aveva peso. Ad ogni passo i disegni rimanevano invariati. Si stravolgevano per qualche secondo, ma al movimento seguente si erano già ricomposti.
Ogni tanto affioravano dei vulcani. Ce n’erano di tutte le dimensioni. Alcuni svettavano come monti, altri erano piccoli come un ditale. Apparivano fulminei da sotto i piedi o a grande distanza. Era uno spettacolo di stupefacente bellezza. Non emettevano lava o lapilli. Non c’era esplosione. Solo un afflato, un soffio, un respiro dalla terra.
(da VERMIGLIA GOCCIA, MANNI editore, 2023)
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