(1977)
La Parola viene vista
” ” ascoltata
” ” tastata
1 – rispetto all’occhio è a colori–è in movimento (A)
(intenzionale) in bianco e nero è in movimento (A)
(verifica il proprio mondo)—– è immobile (B)
2 – rispetto all’orecchio è continua è impropria
(sentenziale) discontinua———-è definibile
(conferma le relazioni) casuale—é deviante
(stazionaria)
3 – rispetto al tatto è psicologica— è a colori
(sperimentale) sentimentale– è in bianco e nero (a)
è locale ——————- è in bianco e nero (b)
Questo schema sulla ‘forma della parola’ persegue l’intento di
controllare, se possibile, fin dove si spinge la reale
disposizione delle persone a conservare congelare mutare il
mondo – e utilizza nell’indagine, un atteggiamento di
rudimentale scoperchiamento rispetto alla relazione gran
sensorio genesi della metafora.
– Non si ritiene, qui, in alcun modo, utile dimostrare che la
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parola abbia questa o quella forma, che abbia una forma.
la forma della parola è la parola
sicché il presente è anche: SCHEMA DELLA PAROLA.
– Tutte le persone parlano, emettono usano ricevono parole.
Fanno ciò con un indice individuale di originalità che, per
quanto minimo, non può essere ignorato.
Sommando tali indici – ammesso che un UNIVAC particolare
sia stato approntato per questo – non sarebbe in alcun modo
possibile ricavarne una o più letture del generale stato del
mondo e delle persone. E’ tuttavia innegabile – e ampiamente
dimostrato – che tale stato generale del mondo e delle persone
concorre alla formazione di tutti gli indici individuali.
Per quanto sommaria questa dialettica è in grado di
smantallare ogni metodo, sia scientifico sia dialettico, di
indagine della materia di cui stiamo parlando.
Sicché nel ns Schema assumiamo, al bisogno, i dati che esso
richiama. Il primo qui é la relazione tra gran sensorio e
genesi della matefora.
Per ridurre un po’ la violenza astrattiva dell’assunto abbiamo
deciso di specificare il gransensorio nel senso dell’occhio,
dell’orecchio e del tatto. Quanto basta per dare una base fisica
minimamente accettabile alla incongrua curiosità che ci sta
stimolando e che vorrebbe prometterci non poche allegrie.
Così operando pensiamo possa, anche soltanto
apparentemente, ridursi la distanza tra indice individuale e
somma totale degli indici, tra stato generale del mondo e delle
persone e stato generale del mondo della persona (la mia)
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– Siamo infatti radicalmente persuasi che ciascuna persona, in
quanto agisce la parola e ne è agita, sia portatrice di quote di
conservazione congelamento mutazione tra loro non
commensurabili.
Tratteggiare tale non-commensurabilità è il ns finale, turpe
buzzo.
– Assioma: l’Agonia della commensurabilità ha la stessa durata
della crescita dell’incommensurabilità – ed è quella della ns
vita. Da.