COME LA VEDI VIENNA?

L’euforia quando arriva arriva. Come il Natale, che poi quando passa ci rimani sempre un po’ così. E, nel mentre dell’instradare certi pensieri, cercando di declinarli in creativo, mi ritorna una frase amica che m’ammonisce sorridendo di non usare parole troppo auliche o ricercate, perché può sembrare (a occhi distratti) che mi pavoneggi nel linguaggio per autocelebrazione. E così sia!, afferma convinta e con sguardo severo, la figura indistinta che dal pulpito della coscienza interroga la platea sul delicato tema del narcisismo. Tu squagli a Milano e io m’incanto a Ascoli. Ho fantasticato di un viaggio a Vienna insieme, l’incontro in aeroporto e la mia ferma fiducia nel cederti lo scettro organizzativo degli eventi, nella certezza di sbellicarmi. Per un istante sono ritornato a quegli anni lì e ho riassaporato la bellezza inestimabile delle cose semplici. Sei riapparsa dopo anni di oblio, condividendo con me madonne e santità. Avvalorando la convinzione, già granitica, che ivi si gode solo in eterno tumulto. Grazie.

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