Non c’è ora per il risveglio dell’acqua e la sua risalita fatta di passi rotti contro massi e tronchi, depositi del tempo. Non c’è memoria in questa storia priva di foce, voce di punto senza inizio. Anse fibrose e muscoli d’alghe, corpi a venire sulla voce del vento, lamento di foglia quando il frutto è caduto.
L’abbaglio cancella il solco del letto, svuotato e lavato vicino alla terra, ed erra la promessa del primo vagito fino al seme di nuovo incontro.
Il senso è sciolto, criniera d’onda, lucida e cieca di nome.
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