In effetti se tutti reagiamo allo stesso modo non c’è più dove posare un solo grammo di speranza.
Che cosa faccio io? dialogo con le mie figure del mio fischio anche mentre lavoro o faccio altre cose e intanto però i miei rapporti si esauriscono in pochi gesti esaurienti non sto propriamente male e così gli altri dunque non c’è neppure un pizzico di tetraggine anzi con le abitudini recentemente acquisite di passeggiare fare gite nelle vicinanze entrare e uscire daio bei negozi (sono tutti belli ormai) la cosa appare (e lo è ma fin dove?) abbastanza riposante e saggia.
Ma come fai a giudicare i bambini riposanti e saggi? eppure lo sono. soprattutto quando studiano. – C’è poi che non riesco a persuadermi che tuttociò dipende da una qualche radiazione cosmica anomala e non mi persuade neppure l’ipotesi che col fischio una civiltà aliena si è realmente e finalmente messa in contatto con noi mi paiono più convincenti le proposte di descrizione di un potenziamento dell’archeocervello avanzate dai microbiologi e dai geologi.
Un cervello arricchito così penso tende ancora più rapidamente ad adattarsi ai nuovi funzionamenti della percezione e questo significa anzitutto a) fischio più prolungato e meno traumatico b) più alto indice di movi mento c) più personalizzata ricerca di aree operative.
Come non osservare che una generalizza zione di queste tendenze prefigura senza possibilità di dubbio l’impero simultaneo del Silenzio e della Decibabele? – Qui su Palermo con fischi leggeri viene l’autunno. – Lo sento e mi piace.