PENÉLOPE H. – si ricorda bene di Bolaño che lavorava come guardiano notturno nel campeggio; adesso ne vede i libri nella vetrina della libreria e capisce perché quello smunto Cileno (o Messicano?) aveva uno sguardo che sembrava attraversare le cose.
Siccome lavora a cottimo per un puzzolente venditore di lenzuola, federe e altra biancheria da letto, quando non è troppo esausta cuce bambole di stoffa per sé stessa. Poi ne dipinge i volti.
Banderas, Delon, Mastroianni, Connery…
Non si sente troppo istruita e un giorno, con timidezza e quasi vergognandosene, sentendosi fuori luogo in libreria, ha comprato le poesie di Bolaño – ne legge alcune pagine sera dopo sera e si accorge di capire, si accorge che le piacciono.
Penélope non è una giocattolaia di professione, ma la bambola con il viso (e gli occhiali) di Bolaño è il suo capolavoro di giocattolaia dilettante. E di poeta.