Stop a caratteri mobili
Dire a una persona che ti piace come passare un pomeriggio al bar equivale a un complimento. Quando me lo disse per la prima volta, io mi sentii lusingato. Il bar sì che è un’istituzione riconosciuta, mica le chiacchiere. Fu in quell’occasione che scattò una scintilla impossibile da evitare, che qualche frettoloso potrebbe chiamare amore. Io mi limiterei a etichettarla come fascinazione, perché l’esperienza insegna la cautela a personaggi poco inclini alla mediazione. Adesso andate via e lasciatemi riflettere sul da farsi, per immortalare il momento così da poterlo bloccare, magari in formato Polaroid. Come nelle autoscuole
di provincia, nell’aula imperlinata del mio pensiero, si alternano immagini meccaniche e urbanistiche, che trovano la loro massima espressione in un gigantesco STOP esagonale a caratteri mobili. Se solo Gutenberg fosse ancora tra noi, mi inviterebbe alla cautela. Ma per fortuna è morto.