da I GIORNI QUANTI (141)

I dolci pasquali. Le dolci storie albanesi. Una giovane albanese in pigiama rosasmorto, scarpe da ginnastica marrone-neve. Una testa che sfiora la perpendicolare dell’occhio: è grigia, è benfatta. È ancora una testa cui si può chiedere qualcosa. How are you? Perché i neonati piangono così forte nelle nostre orecchie. Cosa solletica ancora le persone a muoversi, ad agitarsi per gli altri, a fare gesti. Dov’è questo millennio futuro che potrebbe giustificarne i gesti. Dov’è questo piacere dell’attesa. Dove sta la certezza che quello che stiamo facendo è fatto bene. Qui, in questa terrazza.

Sta tra la campagna e la città e mi fa venire voglia di rispondere rigorosamente con domande. Un cannolo di saliva, un filo di delicatissimo tungsteno unisce ancora ciò che possiamo dire del futuro a ciò che non riusciamo.

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