Così, decidono di scendere per il weekend e citano due o tre volte A, che poi vengono a sapere che anche A vorrebbe scendere, ma non trova il mezzo comodo e, oltretutto, non sopporta B, che fa su e giù per affari e, quando si ferma al bar, si mette a parlare e a telefonare a noti e meno noti che non gli rispondono o lo liquidano col da fare, tranne C, marginale conosciuta lì al bar, che vanta regie e un paio di provini sbagliati con chi non ricordo. Allora D, l’amico, scarrucola sui social e trova la foto di C e la mostra a E, sua moglie, che la giudica esagerata e chiede, ironica, a B quale sia la misura di conoscenza. B fa spallucce e indifferente racconta che un pomeriggio è andato a casa di C e che, di presenza, non è poi quella sventola della foto e nemmeno quella del bar. Ma E vuole sapere ancora e B dice che hanno parlato di Tarantino e poi sono andati in camera da letto, dove C apre le ante dell’armadio e mostra i suoi vestiti – nulla di particolare – ma ci tiene a far notare il legno lucido ben sagomato al collo delle cruccette, e che i sacchetti della naftalina sono alternati a provenzali di lavanda e pure le luci interne che che si accendono e si spengono in apertura a chiusura delle ante le ha comprato di sotto dall’africano e le ha installate lei da sola. Tanto che B, per evitare che passi ai cassetti, si inventa che quanto prima le troverà un regista che potrebbe interessarsi a lei. Ed E smette di sbuffare e ha da ridire sulla storia del regista, perché si immagina C fiduciosa a tempo perso e ancora non ha capito perché poi A non sopporta B. Ma, a proposito, B non sa che dire, tranne che una volta si sono incontrati al bar e poi sono andati in trattoria, dove c’era anche F e il suo amico G, e si sono messi a discutere, serie tv e del menu, per niente d’accordo, nemmeno su Pasolini, finché G se ne era uscito col dire serio: “Un monrealese, tipo, quante volte andrà da Feltrinelli?” e B a ridere mentre A monta tutta una scena perché non le girava questa storia dei monrealesi e stava per andarsene, se F non le avesse dato ragione, anche perché aveva di che dire del ridere di B. Così A mal sopporta B, ma è diventata amica di F, con scambio di email, numero di telefono, contatti social e, a dire di G, si incontrano ogni settimana da Feltrinelli.
