RESTI TRA NOI (22)

La vicinanza

Se son rose, pungono, c’era scritto a caratteri cubitali sulla parete dell’agenzia. Un ottimo slogan per mettere a proprio agio gli
avventori, pensai io e tutta la palazzina mia. La notai subito e anche tu la notasti subito, tuttavia nessuno disse niente e ci sedemmo. Ma guarda te che modi di merda che ha questo scellerato al di là del tavolo. Gongola e predica come un prete fatto. Il mio messale è sul comodino, proprio di fronte o di fianco al letto. Sta lì e aspetta e spera, che io possa considerarlo almeno per una volta. Il mio messale me lo ha regalato un prete tipo questo (ma vero) che nascondeva segreti. Vieni che ti insegno a manovrarlo con ingegno, mi disse. Ma il lestofante era in malafede e pretendeva di regolarmi la zip dei pantaloni. Io i preti li considero feccia di questa società, ma troppi – ignari – continuano ancora ad affidar loro i propri figli. La vicinanza e la potenza stanno nelle nostre mani, raccontano con enfasi. Dite?

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