LE COSE IN QUALCHE MODO VANNO PUR RISOLTE

Ti inerpicavi a stento, le gambe di gesso, la lingua d’argilla, il terreno friabile, le suole lisce, mangiate dall’arsura, il cappotto rivoltato chissà quante volte, il primo bottone saltato, i bordi lisi, la trama inspessita dai giorni d’osteria, impregnato di fumo il cappello e le mani impegnate a tresette, liscio a denari, quattro di bastoni, soldi non ne hai e hai perso di nuovo, Goffredo che s’inalbera, il Forti che s’alza e ti spintona duro, tu che lo guardi abbacinato, domani appuntamento lungofiume, non si può dire no, per questo vai e l’acqua sporca rimasta s’ammischia a un cicaleccio, alle auto sulla superstrada, al cavalcavia che tutto sovrasta d’ombra, schioppo compreso, che soldi non ne hai e le cose in qualche modo vanno pur risolte.

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