OMOMORTO

Parole tue hanno gli spigoli, disse Renzo, che era un po’ tocco, e se ne andò sbattendo la porta. Maresa, che tanto di testa non ci stava manco lei, lo inseguì sul pianerottolo, il cane minuscolo dietro, la lingua di fuori e l’abbaio di vetro. Renzo, qua! Torna su, disse lei, manco parlasse con la bestiola, ma quello era già sceso di una rampa. Maresa rientrò in casa, afferrò l’attaccapanni e lo scagliò giù per la tromba delle scale. Dalla morte dei genitori, l’omomorto faceva bella mostra in ingresso, un mese da Maresa, un mese da Renzo. Da lì era partita la lite, l’alterco, i verbi graffiati, le sdrucciole e le fricative. Facciamo un patto, si erano detti alla morte dei genitori, e invece Maresa accampava diritti. È mio, solo mio, Renzo, me lo merito. Con la questione dell’omomorto tra loro era tornata la ruggine. Non c’era stato verso di trovare un accordo. La roba morde come i cani e loro erano due diavoli, lo erano sempre stati. Lo schianto fece uscire il dottor Liberti del primo piano, vestaglia a righe e retina in testa. Fu lui a trovare il portiere, se l’era beccato dritto sulla testa, pochi secondi prima. Maresa aveva messo una mano sulla minuscola bocca del cane, l’aveva tirato dentro e chiuso piano la porta. Era un impiccione, disse Maresa a Renzo, un mese dopo. Si erano dati convegno quando in un caffè fuori mano, un terreno neutrale, dove non c’erano attaccapanni, appendiabiti e nemmeno l’omomorto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SMAGLIATURE
Mi si smaglia il cervello alla vista di gambe e braccia mie, ma non demordo. Penso a come, con l’uncinetto, Read more.
*
Nei sogni che nessuno può sapere indossa un revenge dress da manuale — è un po’ una paladina della notte, Read more.
SOGNO AMERICANO (XVII)
l’hai risvegliata con l’acqua della vita e ora a te piace stare qui, accontentarti di oggetti.  mogli esauste sul fondo Read more.
da “Si guarda com’è il sole” (1)
Si guarda com’è il sole. Se è pallido, se è appannato non basta, non conviene uscire. È precisa la diagnosi: Read more.
Storia di editori. Flaccovio (2)
A Palermo (a sera) dopo la conta dei libri venduti veniva l’ora di sbrigare la corrispondenza. Erano quei contatti, erano Read more.
Quannu e comu
ci sunnu frati e figghi chi sentunu ‘a rema nte ‘ricchi e chi sunnu preni ‘i ddha rema di ddhu Read more.
MALA
Alcuni la chiamano anche Mala perché a certuni fa male. Ogni tanto ci vanno, ci pisciano, non ci trovano niente, Read more.
esiste un ingranaggio linguistico
esiste un ingranaggio linguistico, tra le piccole verruche, dove si respira ancora il greco secco e lo si può scambiare Read more.
TSE-TSE
Di colpo svanivo mollaccio su di una panca di legno segnata da unghia di draghi alati di riposo da cacce Read more.