IL PICCIONE TELEPATICO

E insomma era annoiato io e mi sono messo in comunicazione telepatica con un piccione che languiva come un tramonto dopo una cura di antibiotici e discorsi sotto e intorno alle transenne del suo breve tempo esistenziale.

In genere riesco a fare questa cosa con gli umani non credevo che bisogna avessero la capacità telepatiche pure purè i piccioni.

 

Che poi, fa il piccione telepatico, non è che sei alternativo al sistema umano se fingi di fare errori mentre scrivi. Anzi. Arriverete all’editing dell’errore perfetto. Sì sì. Voi non sapete volare. Cioè con le vostre braccia, dico. Poi, fa il piccione telepata, noi piccioni non parliamo, e comunque io non parlerei così.

 

Poi ti smetti di abbiobbare la coca perché è tardi solo per questo e poi perché il cuoricino ti sta sbattendo in faccia la verità che non esiste come l’assenza di Dio in cui creiamo detto questo alla fine hai provato a buttare giù dal quarto piano il tuo corpo restando lo sguardo con la pupilla freezata sul pulsare del registro flussi mentre il corneo assemblamento di due occhi epici si deludono perché il corpo morto interrompe lo sguardo.

 

Minchia! ha tubato il piccione telecinetico, rompendo la fine di un racconto breve tradizionale che scritto comunque da un piccione trasduttore può sembrare tradizionalmente sperimetrale.

 

Per me va bene anche domani purché la strada sia già stata asfaltopulita e di diamante sia il cielo non vorrei ci fosse alta pressione o tempesta in arrivo e fa il insomma piccione transmediatico hai che non sai visto volare e il sente corposguardo parole spiantate a per terra caso aria in sparpagliati coriandoli come uguale uguale.

 

E riprova il corpo e prova e nulla muore e rimuore e non impara a volare.

Il piccione prova a gettarsi nel vuoto senza sbattere le ali e muore una sola volta.

 

Allora la morale, che non c’è, è che se sai volare e cadi muori sola una volta e per sempre e se non sai volare muori sempre ogni volta che cadi.

 

Prima e dopo essere morto una volta e per sempre il pic- (le varie strutture architettoniche e tubolari nonché le novità spioventi e le varie tubistiche tentacolari per come attentano agli orizzonti lontanissimi cenandoli nel ventre della nonvisione urbana non permettendo la coagulazione dello sguardo con l’oltre di ogni ermo colle partoriente naufragi paraeidolici) -cione non trasmise alcuna informazione telepatica.

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