da I GIORNI QUANTI (135)

Qualcosa che segni i giorni, come fosse un tacco, un colpo di tacco.

 

Stava lì, con la casa abbandonata davanti. Lei era dentro. In attesa delle labbra e della lingua dell’uomo misterioso. Dell’uomo che dopo una notte di amore infuocato e rovinoso era tornato a pretendere di darle piacere in quel modo infuocato e rovinoso che non le era dispiaciuto. Solo che l’uomo – che adesso guarda la casa abbandonata – non lo sapeva. Non supponeva i palpiti che le aveva procurato facendola vergognare. Palpiti di cuore, di organi, di nervi. Non c’erano state conseguenze muscolari, l’abbandono non era stato impedito, l’oblio aveva cancellato la matematica.

L’uomo avvicinò gli occhi al vetro della finestra della casa abbandonata. Il quale si trasformò in cespuglio verminoso. Dalle grandi labbra della sua testa cominciò a colare lo strutto che impantanò la zona clitoridea. Gli occhi chiesero alla lingua: non uscire ancora. La lingua tardona, tardò, sino a quando la donna chiese alla lingua di non tardare più. E pure gli occhi continuarono  a seguire l’eruzione lenta e maestosa della donna che ormai lambiva il bosco, una volta cespuglio. Sotto il bosco, la donna, si solidificava e si impietrava, lava. Mentre invece gli occhi si liquefacevano. Sul ponte di comando, il cervello giocava al superenalotto e niente lasciò trasparire all’impiegato che il giocatore lambisse ormai troppo da vicino il suo destino di giglio rosa, settembrino.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

NELCIELLO
Nel tiepido di un’esistenza piccola e ingenerosa, monotona e priva di colpi di scena, un raggio di luce: Gao Kao Read more.
MORTI SENZA NOME
Giorni fa ho letto una notizia: l’anno scorso a Roma 251 morti senza nome. Non riconosciuti. senza documenti né parenti Read more.
RESTI TRA NOI (23)
#Ansia Ti è mai successo di arrivare a una festa per primo? Intendo primo in assoluto, quando neanche il festeggiato Read more.
LA DOMANDA FELICE
230580 3   Se il mio stato mentale è come sospetto la stupidità la parte più eccitante di tale sospetto Read more.
SEI MINUTI
Finché non viene il sonno. Finché sonno ci perdoni. La paura, quando ti svegli: immediata, prima della coscienza del risveglio Read more.
LA CARRIERA
Sull’A8 Milano-Laghi c’è una gigantografia della carriera. Ha i piedi scalzi, anneriti e sembra avere certamente più di due teste Read more.
da I GIORNI QUANTI (140)
Qui, in città, quello che cambia, sembra siano le generazioni. Ma non ci sono fatti generazionali che lo dimostrano. I Read more.
OPERA BUFFA – Atto primo, Inizio (in medias res)
La direzione poco chiara, poco visibile, una serie di oggetti appesantiti che trasportano, nei pressi di un lago alle notizie Read more.
SPORE (439)
tutte queste persone che vanno al ristorante che proprio le vedi che attraversano la piazza.   l’estate anche noi ce Read more.