Basta con gli aeroporti, i corrieri, le intercettazioni ambientali, i telefoni sotto controllo, il rischio di essere condannati a vita. Lasciamo il traffico di droga ai portoricani, agli asiatici.
Ormai, esistono riserve di bambini in varie parti del mondo dove possiamo impunemente prelevarli e venderli.
Li sfruttiamo, invece, per intero e subito senza fargli attraversare un’esistenza piena di difficoltà.
Ne prendiamo un paio in Bangladesh e li vendiamo nelle aste clandestine dei mercati d’organi.
Facili guadagni e minime possibilità di condanne.
È assolutamente necessario tramutare i nostri investimenti futuri.