nella stanza della musica dritta avvolta in una tenda chiara una mano sul muro l’altra alta in segno di saluto non sa cosa sia successo nomina a caso gli assenti chi crede siano e chiunque a vuoto nella sala deserta il sole dorato nello stucco grigio del soffitto l’altra metà della tenda si avvita libera lei ascolta il frigolio di passi sulla ghiaia attraverso i vetri come il vinile concluso che insiste inceppato
la presunzione infondata di seguire il film ad occhi chiusi a favore del sonoro e del sonno che sopravviene a volte nel sogno
con passo meccanico per i viali della villa con una carpa in pugno dalla coda
