- Conobbe una fase interlocutoria e quasi del tutto inconsapevole dove ogni tanto avvertiva delle piccole scosse lungo la spina dorsale, degli smottamenti nella fascia addominale la cui origine allocava nella dimensione psichica o tuttalpiù emotiva e che invece riguardavano inesorabilmente la sua concretezza materiale. Erano presagi oscuri ma generici che, considerando il suo animo sensibile, faceva risalire alle recenti tensioni internazionali, di cui come tutti poteva senza autentico discernimento osservare gli esiti più superficiali, numerici, iconici. Usava il verbo permeare. È una società permeata dal dolore, mormorava ai suoi vicini di scrivania il lunedì mattina, di ritorno da un fine settimana caratterizzato da una serie di raid israeliani, e un po’ più di rado – quando si rivolgeva a commensali con cui condivideva orientamento politico e livello di istruzione – pronunciava variamente interpretandolo il termine teleologia, e lo accompagnava con un sorriso amaro che giungeva a sigillare il suo estemporaneo status di intellettuale. Stimava Giovanni Pascoli un poeta intramontabile, non sopportava i film di Quentin Tarantino e si commuoveva, appunto, guardando alla televisione le immagini relative ai naufragi dei migranti. Aveva superato da poco la cinquantina e infine si risolse ad attribuire i brividi che di quando in quando gli attraversavano le viscere al potere ammorbidente dell’età.