Ne decoro cittadino mi scambiano per un turista anglofono, per un borseggiatore per Lucio Dalla (morto) Un attore della tv (l’altra volta uno del cinema).
davanti al cancello del MAXXI una ragazza mi chiede di accendere, non ho accendino, delusa si allontana, ritorna con la sigaretta accesa, sorride, mi avverte che il museo delle arti, ancora chiuso, ingresso ore 11:00, sigaretta consumata si allontana e approfitta della caffetteria già in funzione. La ritrovo alla cassa della biglietteria, mi chiede titoli per lo sconto che non ho, così fa l’intero e vuole il mio codice di avviamento postale, perché? per statistiche dice.
Architetture degli stadi in una enorme caverna liscia di compensato nero ci si potrebbe accomodare a terra e distesi su un largo serpente di stoffa pure nero guardare, in due grandi schermi ad angolo, il famoso calciatore zummato da 16 videocamere, solo lui anche quando è fermo e il gioco è altrove. Vado.
Lo spiegone mi istruisce. Il disegno non è più fondante per l’architettura, emergono lusinghe e contorni più forti, le azioni sostituiscono il progetto nell’ordine della simulazione oltre la rappresentazione, poi la mimesi artistica alimenta media alternativi per rinnovare il potenziale creativo. Insomma disegnare con la matita viene intesa pratica se non di rivolta di opposizione in opposizione all’artificio.
Incivile metto il viva voce e parlo con Anna vuole sapere dove sono e cosa faccio ma vengo redarguito dalla guardiana e avanti al terzo piano un altro guardiano mi invita a fare esclusivamente panoramiche su un mucchio di televisori accesi che trasmettono insalate di immagini in movimento. Insomma ha da ridire sul fatto che io col mio smartphone stia fisso su un monitor:
demolizioni, vi è un momento in cui due operai ballano a braccetto sulle macerie provocate.