(riscrittura di “Meravigliose occupazioni”, J. Cortazar, Storie di cronopios e di famas)
Che meravigliosa occupazione creare un video con l’IA, salvarlo su chiavetta USB e recarsi saltellando nel più vicino Internet Point.
Che meravigliosa occupazione infilare la chiavetta in uno dei pc dell’Internet Point, caricare il video su una casella farlocca di posta elettronica, indirizzare la mail al Signor Ministro dello Sviluppo Economico e cliccare Invio.
Che meravigliosa occupazione trotterellare per via dei Fori Imperiali contando colonne e capitelli, e all’improvviso fermarsi un attimo in posizione augusta e aspettare che qualcuno ti osservi, e allora sollevare romanamente un braccio in segno di saluto.
Che meravigliosa occupazione entrare in un affollato caffè del ghetto, domandare seicento ettolitri d’acqua in tazza grande, osservare lo sbigottimento dei camerieri, lo sguardo feroce della cassiera, il ghigno affilato del lavapiatti, assaporare ogni istante, sentir crescere in fretta la tensione, fino a vederla trasformarsi in una tempesta di insulti che ti scompiglia i capelli e ti appiattisce i baffi sul grugno.
Che meravigliosa occupazione prendere il bus 62, scendere alla fermata del Ministero, farsi largo a colpi di badge contraffatti, lasciarsi alle spalle l’ultimo tornello e varcare, con aria ieratica, la soglia di un ampio ufficio a specchi esattamente quando una stagista in minigonna sta spiegando al Ministro come aprire il video allegato a una mail arrivata sulla sua casella di posta due ore prima, e vedere che il Ministro apre il video e impallidisce mentre la stagista si copre gli occhi e grida, e allora girare sui tacchi e uscire, annunciare per i corridoi le dimissioni del Ministro e sapere che un gruppo di hacker di una nazione ostile ha nel frattempo disattivato la connessione internet del Paese, e tutto lo shopping online è nel caos, le criptovalute al collasso, i social muti e i telefoni costretti a essere solo telefoni, e questo forse per l’eternità.