POI SE TU (da INSETTI 2002)

1

ma poi se tu dici SPAZIO che fai?

o meglio se non fai SPAZIO che dici?

con questi suoni chi suona?

di nulla in nulla per non guastare

 

per gradire TUTTO avendo la mano

quasi anchilosata la pianta dei piedi

bruciata e nessuna condanna in vista

non c’é cecità che resista c’è a gennaio

 

il piangere del mio occhio sinistro

in uno spazietto d’angolo stanco così

di tutta la mia sonorità suffissa

posso per prodigalità dell’istante

 

chiudermi l’istante? posso spaziarlo?

dopo un colpetto sull’interruttore

il nero serpente ridicolo scosta ciuffi

che chiudendosi ringraziano altri ciuffi

 

 

2

grandi e quasi immensi divoratori di piccoli

in forma di minutaglia con qualche raro vegetale

non alieno che fa da guardone e domanda “e ora?”

 

eccoti il tuo kimono ed ecco il kimono per te

 

serviti i primi due passo subito ai successivi

 

 

3

un piccolo di zanzara non smette

di bucare l’abitante del preludio

 

che decide dunque di installarsi

nel montacarichi del rifugio

 

dove squadre di topi sul rimorchio

fanno zelanti inchini giapponesi

 

 

4

il bufalo

le bolle di fango

il valzer rigato

 

mi specchio nel vuoto

zigano

 

 

5

due gentili presenze senza nome

domandano un bicchiere d’acqua

per la notte di una terza amica

che da qui non si vede ma di cui sento

improvviso il fetore generativo

 

mercanteggio regalo acqua e bicchiere

m’infarino piedi e faccia mi allontano

da questa stazione irritato

naccherando due pietre marine

 

le presenze non si fermano mai

rimuovono la divisa aggiungono

medaglie e croci poi il sole

tramonta e resto senza lavoro

 

 

6

non ti sei accorto

che sei già morto

 

ho perso nelle acque del porto

la rima col profumo dell’orto

 

 

7

cretini in divisa

fingendo di guardare

passeggiano

e sui confini

cantano sottovoce

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