Voce lurida essere nell’àncora
Dove il divieto è vita vieta
Trasloco giammai in un altro
Fato. Domenicale la rosa
Genera tormento sfatto fatto
Un’anguilla scambiata per cerbiatto.
È mal tacito il sale
Che uccide germogli
E non salva i pani dalle muffe.
Doloroso stato un panico di sole
Eroso sonnifero non piangere
Nel rotto calvario che ripete
Tempre fasulle nel groviglio
Di ceneri. Sulle ossa il frullo
Di papaveri d’Ercole
Convengano al vero di guardare
La cometa senza arrossire.
IL VESTITO BIZANTINO – 68
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