TEMO

Tremo al pensiero di averlo perso. Un pensiero di te perenne come il ricordo che esisti
soltanto. Il mare è di uno scuro annerato, anche oggi. Sembra un ammasso di fango di
cernozem. È arrivata fin qui, sarà colpa dei venti di guerra. Temo di non vederci più bene.
Temo di non vederti più, bene. Temo gli schiaffi dell’isolano mare siciliano. Temo le tenebre
di un sole cocente. Non uso protezione, mai. L’altro giorno sono finito in ospedale con la
fronte spaccata. Speravo uscisse qualcosa di te, neppure il sangue. Dovrò digerirti con il
bicarbonato di sodio. Mi ricordi mia nonna. Sapeva di limone. Addentarlo con gli incisivi era
una pratica magica.

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