AI RITORNI

grandi ricchezze erano vuote immobili per l’ennesimo pane profumato.

non avrebbe riaperto in un contesto di quasi vicini.

nel quartiere avevano nomi e volti di privilegiati, guanti da un usare a fare muscoli di umanità.

cantare suonare sgolarsi da una terza a una quarta parola. diventare sempre più amabili.

anche lontani, finché un giorno si scopre che il nemico si distrae.

dall’apparenza il vento invita a passare la misura della lingua. piegare le lenzuola in strada per attirare l’attenzione dei fiori freschi.

 

le volte del giorno (met.) si aprono ai nuovi eroi dalle finestre, (xy) dove si muovono. e: le cascate colorate di politici.

strano, dissero, come si può? come fanno? hanno smesso di danzare.

 

eravamo tutti accampati ad aspettare. a friggere l’acetilene.

aspettare i cani, che tornassero sul palcoscenico.

e infatti sono tornati.

 

(commosso, abbracciandoli): “ma non eravate mai veramente andati via”

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