da MITOLOGIA DEL CENCIO – n. 48

Putrefatto sibilo

Ci si sfalda in morte

Cenerella la stella

Per importanza fatua.

Oblio a catena

Partorisce aria fosforica

Famelica la storia sfatta.

Di te ricordo il berretto sudato

Da soldato al signorsì badato

Sotto i piedi alamari di morti.

Dannato al dolente tuo minuto,

L’arabesco delle fruste

Le vacuità del senso.

Ancora mi vesto per pietà

Per non rimanere in pigiama

Tutto il dì. Orme catastrofiche

Ormai dissetarmi. Miscugli alieni

La preparazione di ciascuno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

DI DOMENICA
Mi piace di domenica andare nei paesi dove non conosco nessuno. Come ospite non invitato curiosare fra strade che non Read more.
DIDASCALIE 6
1. Dove finisco io E dove cominci tu Che sei sempre io E pure non lo sei più 2. Una Read more.
AFORISMI IN SOSPESO
siamo il risultato di   un esordiente attempato può ancora   il cane muore dalla felicità dopo aver rivisto   Read more.
(PRIMO E SECONDO ADDIO)
Non esistono addii, al paese: Ci incontriamo e poi ci salutiamo, Alla prossima volta, anno stagione mese – Niente addii, Read more.
FREDDO
A una sconosciuta dal senno lunare.     Poi si è voltata un giro, due tre, la giacca lunga il Read more.
DIVELLERE
possono trasmutare l’uno, e prima ancora la ragione, per forma di malaria. sono situazioni. soltanto Ippocrate sostenne che una quantità Read more.
LACRIMAE RERUM 16
(ripelliniana)   “Lasciatemi in pace, sarabanda di grida, cacofonia di demoni che bussano con facce grifagne ai vetri invocando la Read more.
CHIROMANZIA
Chissà perché scorrono per rincorrersi senza trovare il punto, assetate e incallite, testarde di pieghe. Chissà perché si biforcano e Read more.
NON PENSATECI NEANCHE
Nulla d’insolito in un bar, alle diciannove e trenta, se un uomo e una donna ordinano due spritz senza guardare, Read more.